Zadig – Come funzionano le elezioni negli USA

Nov 5, 2020 | Opinions, Zadig

Come si elegge il presidente degli Usa? In realtà si crede in Italia e nel resto dell’Europa che il Capo degli Stati Uniti d’America sia eletto direttamente dal popolo, ma in realtà la Repubblica Presidenziale si fonda sul principio selettivo della democrazia rappresentativa.
I grandi elettori nel numero totale di 538 sono determinati dalla somma dei deputati nel numero di 435 rapportati in modo proporzionale al numero degli abitanti dei 50 Stati, più 100 senatori, 2 per ogni Stato, e da 3 rappresentanti del Distretto di Colombia dove ha la capitale Washington che però non elegge né deputati, né senatori. Per diventare Presidente bisogna che si raggiungano almeno 270 grandi elettori. Tranne il Maine e il Nebraska in tutti gli altri Stati l’assegnazione della stragrande maggioranza degli eletti diventa tale anche se un candidato vince sull’altro anche di un solo voto perpetuando in questo modo l’assoluta sproporzione fra le reali forze numeriche in campo.
Di recente la maggioranza degli elettori scelse nel 2000 il democratico Al Gore che aveva più voti di George Bush e nel 2016 in modo ancora più marcato Hillary Clinton prese più voti di Donald Trump ma è il conto dei grandi elettori quello che vale anche se magari uno di questi vince di misura in un piccolo Stato di pochi milioni di abitanti ma si assicura il seggio per scegliere il presidente.
Zadig si esprime quando ancora non si sa l’esito delle elezioni presidenziali che devono scegliere il 46° chief commander nell’acceso confronto fra il presidente uscente, il repubblicano Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden, già vicepresidente di Barak Obama.
Decisivi come in altre elezioni i cosiddetti Swing States come Pennsyilvania, Michigan, Wisconsin, Florida, Iowa, Ohio e questa volta anche Arizona per verificare gli spostamenti fra tradizionali contee democratiche ai repubblicani o viceversa. Sono state elezioni molto combattute e con una vigilia nella quale i contendenti hanno usato toni molto forti mentre negli Usa è in corso dall’inizio della pandemia Covid una forte disoccupazione e c’è un altissimo dato di contagi e di morti per il virus.
Il sistema elettorale americano comincia ormai da tempo ad accusare seri limiti. In primo luogo in rapporto alla rappresentanza numerica effettiva degli elettori. La vecchia tradizione anglosassone dei collegi sovra rappresentati nonostante la esiguità di elettori appartiene ad una concezione della democrazia tutto sommato elitaria, mentre l’accesso al voto soprattutto delle minoranze non ha mai avuto forti incentivi se non in alcuni Stati. La importante dimensione del voto postale, in uso da molto tempo, trova anche contestazioni anche se non ha mai visto con nessun presidente Usa del passato diventare l’occasione concreta per compiere una riforma elettorale. Di certo queste elezioni dimostreranno o la capacità di recupero della immagine della democrazia Usa o al contrario l’ampliamento della frattura sociale e politica che soprattutto durante la presidenza Trump si è accentuata dividendo ceti sociali ed economici, Contee, Stati e la stessa Unione.
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