Zadig – La grande tristezza degli USA

Nov 11, 2020 | Opinions, Zadig

I ricorsi contro i risultati elettorali negli Swing States e il preannuncio di un ricorso successivo alla Suprema Corte Federale da parte di Donald Trump sui risultati elettorali suscitano grande tristezza sullo stato di salute della politica negli Usa e sulla condizioni delle relazioni interne nel Paese guida dell’Occidente capitalistico.
Non si era mai vista una contestazione così radicale e assai poco fondata nella storia delle elezioni politiche americane. Neppure nel 2000 nel riconteggio dei voti in Florida fra Al Gore e George Bush, che diede la vittoria finale al presidente repubblicano per soli 535 voti, si era giunti a una grado di tensione fra gruppi sociali e politici come ora.
Durante i quattro anni della presidenza Trump odio politico e violenza interna sono cresciuti senza ombra di dubbi, ma non si può dire che questo scontro sia fondato solo sulle bizze, i narcisismi, del presidente in carica ma in uscita. Era stata infatti la elezioni di Barak Obama a risvegliare in una parte della popolazione americana odi sopiti, sommersi, che sono tornati alla luce con l’acutizzarsi della crisi economica e sociale solo in parte compensata dalle buone performance Usa del quadriennio Trump.
Del resto appare a Zadig paradossale che la potenza che ha guidato per oltre mezzo secolo la crescente globalizzazione economica e finanziaria dell’Occidente abbia chiesto al Mondo di scendere volendo però ampliare la sua sfera di egemonia in tutta la fascia di interessi che la riguardano. Un sovranismo arrogante e miope che ha indebolito l’immagine e il ruolo degli Usa.
Rudolph Giuliani, ex-sindaco di NewYork, sembra irriconoscibile quando supporta i ricorsi contro i risultati di Biden sostenendo che il vincitore è Donald Trump.
E’ vero che i sistemi elettorali, nei cinquanta stati, andrebbero rivisti. Non è certo perfetto un sistema postale che reca i voti conclusivi delle consultazioni fino a sette giorni oltre la data del voto, ma è un sistema di regole vigente da anni e che è stato pienamente accettato dalla parte repubblicana del Congresso.
E’ uno spettacolo penoso quello che gli Usa del presidente uscente Trump mostrano al mondo. Finiscono davvero per ampliare il consenso a coloro che ritengono gli Stati Uniti d’America, dopo oltre un secolo dalla loro entrata decisiva nella Prima Guerra Mondiale e l’inizio di una egemonia demo-capitalistica in gravissima crisi. Se non addirittura un mesto viale del tramonto che produce ansia e paura in tutto il mondo.
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