Perché Polonia e Ungheria bloccano il Bilancio Ue

Nov 20, 2020 | Opinions, Zadig

La decisione dei governi di Polonia e Ungheria di porre un veto alla proposta di nuovo bilancio dell’Unione Europea mette in punto di reputazione la Commissione Europea e il Parlamento Europeo che avevano approvato, a maggioranza, una proposta di vincolare per il periodo compreso fra il 2021 e il 2027 il bilancio europeo con il rispetto del principio giuridico del “Rule of Law”, Stato di Diritto prima di erogare le diverse quote assegnate ai Paesi della Ue. In tutto 1.806 miliardi di manovra, più 750 miliardi di Recovery Fund o Next Generation Ue di cui 208 all’Italia fra le nazioni europee più duramente colpite dalla pandemia da Covid.
Il rispetto dei principi democratici come clausola condizionale è stata respinta dai ministri degli esteri di Polonia e di Ungheria che rappresentano rispettivamente il premier Mateus Morawiecki e il premier Viktor Orban.
Negli ultimi cinque anni sia la Commissione Europea e sia il Parlamento Europeo a maggioranze qualificate ha più volte richiamato i due Paesi a rispettare principi di equilibrio fra i poteri nella Giustizia e rispetto per le minoranze politiche in Parlamento. Questo atteggiamento però viene respinto dai leader sovranisti che, pur ricevendo ancora una quota di aiuti più ampia di quanto versino dalla Ue, rivendicano di non volere accettare critiche o censure di sorta sul loro operato interno.
Per Zadig è chiaro che se si intende Unione Europea vale anche il principio di progressiva unità politica dei governi e dei popoli europei e non il suo contrario e il fatto che nel prossimo futuro ci saranno importanti elezioni politiche in questi Paesi dell’Est europeo non giustificano gli strappi e le ritorsioni contro le decisioni della Commissione e del Parlamento europeo.
I difensori di Orban ricordano che il suo partito Fidesz ha fatto parte del Ppe, ma dimenticano che lo stesso vertice del partito lo ha sanzionato per la campagna anti Junker alle europee del 2019. A sua volta il premier polacco Mateus Morawiecki rappresenta il partito Diritto e Giustizia su posizioni nettamente conservatrici e clericali dove il nazionalismo è l’unica ideologia dominante. Sono insomma molto euroscettici i partiti al governo di Ungheria e di Polonia ma i soldi dell’Europa li vogliono per loro, non certo per consentire che gli europei diventino una Unione Federale Europea. Sono dunque coloro che, senza dubbio, lavorano per meno Europa.Vedremo se la Germania, che guida questo secondo semestre europeo, riuscirà a vincere questi ostacoli tutti dettati dal pregiudizio e dalle resistenze.
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