Il Compromesso Ue o la Dissoluzione

Dec 12, 2020 | Opinions, Zadig

Alla fine il Compromesso a Bruxelles si è trovato. Del resto tra la presidenza di Frau Merkel e i governi di Polonia e Ungheria una quadratura la si doveva pure trovare, partendo dal fatto che gli interessi economici e finanziari fra questi tre Paesi sono fortissimi.

La formula Aiuti economici è stata approvata, ma con delle sfumature che consentono una resa onorevole ai governi dei due grandi Paesi est-europei.
Del resto, mentre a Zadig piacerebbe una Europa Federale, l’ibrida formula dell’Europa come Confederazione debole delle Nazioni si fonda letteralmente sull’arte del compromesso continuo e della diplomazia permanente. Certo è meglio dell’Europa della prima e della seconda guerra mondiale che provocarono immensi lutti ed enormi distruzioni, ma è meno di quell’Europa sognata dai confinati politici più illuminati a Ventotene.

Del resto la posta in gioco del Next Generation Plan Ue/Rec.Fu. è così alta che non si può distruggere l’unica occasione di rilancio della Europa dopo il Piano Marshall del 1947. E se con ambizioni diverse, ma inevitabilmente convergenti, Germania e Francia ambiscono a guidare economicamente e politicamente questa fase storica della Ue è l’Italia la nazione che gioca la partita più difficile, ma potenzialmente decisiva per il suo rilancio o il suo irrimediabile declino.

I 208 miliardi di euro in ballo a favore della nazione con capitale Roma anche se è vero che sono compensati, come dicono i detrattori della Unione Europea, da 98 miliardi di versamenti nel bilancio comune Ue per 7 anni sono bilanciati da 110 miliardi di euro aggiuntivi che nessuna banca privata avrebbe mai trovato o concesso su richiesta di un singolo Stato.

Certo che la sfida che sta sulle spalle dell’avvocato, presidente Conte, è molto gravosa. E molto dipenderà da chi e come gestirà la cabina di regia. Le molte contraddizioni italiane, accumulate in oltre 70 anni di governi repubblicani avrebbero bisogno, per essere sanati del tutto dell’intero bilancio della Ue, ma l’occasione è storica e non può essere una parentesi di brutta cronaca della politica. O l’Unione Europea convoca la Conferenza sul suo futuro e stabilisce il salto in avanti come Potenza mondiale o altrimenti il rischio di dissoluzione meriterà di togliere ogni suo punto interrogativo.

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